Roberto Gulino, barista per vocazione. Una vita tra mixology prima di portare a Cosenza la sua idea di American Bar

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Roberto Gulino, barista per vocazione. Una vita tra mixology prima di portare a Cosenza la sua idea di American Bar

l bar italiano è una terra di nessuno e di tutti, a metà tra il tempo libero e l’attività professionale. (Umberto Eco)

Se si pensa la parola bar arrivano nella testa il Roxy bar di Vasco e il Bar Mario di Ligabue. Se appartieni alla generazione degli “anta” arrivano anche Quattro amici al bar di Paoli e Bar di provincia di Gianni Togni. Alla musica si aggiungono le immagini di una vita che inevitabilmente è passata per un bar, perché coincide con la storia del paese. Una storia che inizia nel 1700 con la diffusione in Europa dei caffè per poi con il tempo evolversi in bar, caffetterie, american bar, longue bar, wine bar, book bar e altre diverse declinazioni del genere che comunque fanno capo ad un’unica idea: un rifugio dalla frenesia. Piuttosto, un luogo dove ritrovarsi soli o in compagnia per una pausa dal “logorio della vita moderna”.

Infine arriva lui: il barista. Personaggio ecclettico a metà tra un prete e una pettegola di paese, che custodisce i misteri delle vite degli avventori. Anche qui la storia ha fatto il suo corso e il barista si è evoluto in quello che oggi si definisce bartender. Alla base rimane quella figura di “famiglia” che shakera segreti e serve intrugli preziosi.

«Sono un barista perché non potrei essere altro. Perché sono italiano, amo le mie radici e non mi piace conformarmi alle mode». È Roberto Gulino a parlare. Quarantasei anni, tre esami per la laurea in giurisprudenza, cosentino doc che ha rivoluzionato il modo di bere nella città dei Bruzi.

«Non mi interessava aprire l’ennesimo bar della città – spiega Roberto – volevo un posto diverso che rispondesse all’idea originaria dell’american bar. Un luogo raffinato, elegante, per persone che amano i cocktail, ma anche i buoni vini». L’american bar si caratterizza per un bancone a forma semicircolare che, oltre a facilitare la gestione degli ordini, permette di conversare facilmente con i clienti. Ci si siede, si scambiano due chiacchiere e si scoprono cocktail unici, miscelati seguendo ricette tradizionali reinventate attraverso l’estro del barman, rimanendo ammirati dai piccoli trucchi che possono rendere perfetta qualsiasi bevanda. Roberto Gulino, insieme a Gaetano Rizzuti, è titolare della Bodega. «La Bodega – racconta Roberto – è il sogno di una vita che mi rappresenta pienamente, con una bottigliera importante, sia a livello di distillati che di vini, con una particolare attenzione ai prodotti locali di qualità. Infatti, ai miei cocktail do sempre unicità utilizzando, esaltandoli, materie prime e prodotti calabresi. Anche nei taglieri che serviamo in abbinamento prediligiamo crostini, salumi e formaggi rigorosamente made in Calabria, perché convinti della eccellente qualità di determinati prodotti. Scegliere di fare un aperitivo da noi non è un semplice gesto, non si tratta solo di bere e mangiucchiare qualcosa; qui si gusta la passione, si scoprono emozioni, ci si rilassa e si vive lasciando per un attimo i problemi e lo stress di una lunga giornata. Per questo, altro ingrediente fondamentale per noi è l’accoglienza e la cura dei particolari. Nel nostro futuro c’è un emporio che avrà, oltre a vini e distillati, anche acque toniche e prodotti particolari per chi ama scoprire gusti sempre nuovi». Roberto, forte della sua esperienza, si sente ormai pronto per dare qualche consiglio a coloro che vogliono intraprendere questa carriera: «A chi sta facendo la scuola alberghiera o si sta avvicinando a questo mondo, vorrei dire che in qualsiasi posto si lavori, che sia un bar di paese o all’interno di qualche famoso hotel di Londra, c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare e essere utile in futuro. È necessario impegnarsi molto, perché solo così, prima o poi, le soddisfazioni arrivano».

Baronè è un cocktail con velluto di vini che sta spopolando in città perché appartiene proprio al nuovo modo di Roberto Gulino di proporre drink, utilizzando prodotti locali di qualità, che puntano a ricreare un’esperienza di degustazione raccolta, unica e totalizzante che, a partire dal palato, coinvolga tutti i sensi.

Baronè

Ingredienti: 6 cl di gin, 3 cl di succo di limone fresco, 1 cl di sciroppo di zucchero, velluto di Rosso Gaudio (Magna Graecia Vini) e fave di tonka.

Servizio: coppa da cocktail. Consiglio: per un’esperienza unica, fare sorsi che comprendano i tre strati del drink, evidenziati anche da tre tonalità diverse.

Fonte: http://www.calabriaonweb.it/

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